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INTERVENTO DI SELENE CALLONI WILLIAMS AL MODENA BENESSERE FESTIVAL 2017

Anche da ciò che introduciamo nel nostro corpo attraverso l’alimentazione dipendono la qualità della nostra vita, il livello di energia psicofisica e la chiarezza dei pensieri.
Alimentarsi, un gesto naturale, sta divenendo un’attività pericolosa nel nostro mondo perché si è persa la nostra naturale capacità di percepire ciò che ci è nocivo o ciò che ci è salutare condizionati dalla cultura sociale del gusto.

Gli animali sanno cose che noi abbiamo dimenticato.

La comunicazione economica trasmessa con i media esalta la ricerca del gusto piuttosto che la bellezza nutritiva e curativa del cibo, scambiando l’idea di ciò che piace con ciò che porta benessere.

In una visione consapevole personale tesa alla salute è facile comprendere che la ricerca affannosa del profitto porta conseguenze nefaste per la salute del consumatore ignaro infatti:

  • vengono ridotte di molto le sostanze positive per la salute nella frutta e verdura in quanto coltivate con metodi industriali intensivi su terreni depauperati dei loro più preziosi elementi nutritivi e curativi,
  • sono eliminati gli elementi sostanzialmente naturali e vitali in alimenti come la farina bianca per i processi di raffinazione legati alla lavorazione;
  • si utilizzano additivi pericolosi per la salute a basso costo come lo zucchero raffinato (che pare onnipresente nei cosiddetti alimenti industriali);
  • si aggiungono sostanze tossiche per proteggere gli alimenti dai parassiti e dal prematuro deterioramento;
  • prevale la necessità dei conservanti industriali per aumentare i tempi della distribuzione.

A questi fattori vanno aggiunti elementi psicologici di condizionamento per spingere il consumatore  verso l’acquisto di cibo a bassa resa salutistica, ma con alta resa economica.

Una delle cause del mangiare compulsivo è proprio l’impoverimento delle sostanze nutrienti del cibo: il corpo invia al cervello richieste di elementi nutritivi senza che la qualità del cibo introdotto possa mai soddisfare.

Da un punto di vista della psicologia immaginale, il mondo è negli occhi di chi guarda. La visione cosiddetta immaginale -che prende il suo avvio da grandi pensatori moderni, da Henry Corbin a C.G. Jung a James Hillman- ci porta a riflette sul concetto di mundus immaginalis, ovvero mondo inteso come grande immagine e sul concetto di anima come atto stesso dell’immaginare. Da questo punto di vista risolvere il grave problema che, nella nostra epoca, ci lega al cibo significa riformulare il nostro rapporto con l’anima.

In un mundus imaginalis tutto è simbolo, anche il fatto che l’umanità sia arrivata al punto da rischiare di ammalarsi mangiando è simbolo di qualcosa che ha a che vedere con il rapporto tra l’anima del mondo e l’individuo.

Il mio vissuto con diverse tribù animiste e con gli sciamani siberiani mi ha insegnato che sul nostro stato di salute e sulla qualità dei nostri pensieri influisce non solo quello che noi possiamo mangiare in questa vita, ma persino ciò che hanno mangiato i nostri avi. Ugualmente, ciò che noi mangiamo oggi influirà sulle generazioni a venire.

Il momento presente è sempre fondamentale. In questo momento possiamo redimere il passato e rendere propizio l’avvenire, è molto importante quello che mangiamo adesso. Dobbiamo porre attenzione e consapevolezza nelle nostre azioni. Essere distratti, superficiali nel rapporto con il cibo non è consigliabile. Lo scegliere i cibi naturali deve prevalere sui condizionamenti del mercato. Quando il tuo palato ti dice che un dolce pieno di zucchero raffinato è buono non ti comunica una verità dell’anima ma una verità sociale, una percezione creata sapientemente per sfruttare l’ homo consumens. Riconvertire, trasformare la visone dell’alimentazione nostra e dei nostri cari eliminerebbe molti disturbi psichici e della salute del corpo senza peraltro ledere l’occupazione e la ricchezza sociale.

Fare sana ecologia a vantaggio anche delle generazioni future non è solo eliminare gli sprechi, ridurre l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, è riappropriarsi consapevolmente della nostra libertà di conseguire il diritto al benessere, vedendo ciò che è invisibile allo sguardo esteriore.

Selene Calloni Williams

“Sorridi al tuo cibo prima di mangiarlo. Anziché semplicemente nutrirti della natura, entra in contatto con la sua anima, che diviene la tua.  Fai almeno tre respiri profondi mentre mastichi ogni boccone.
Ti aiuterà a mangiare meno e più consapevolmente. A rimanere nel qui e ora, anziché divorare distrattamente qualcosa, nutrirai la tua anima, preverrai le malattie che affliggono gli individui di questo mondo tossico e vivrai più a lungo, serenamente. La serenità è consapevolezza dell’attimo presente, è gustarsi l’attimo e la sacralità di ogni gesto.”  Tratto da  Do it list per una rivoluzione spirituale di Selene Calloni Williams

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